La parabola della casa in fiamme

Un uomo anziano e molto ricco viveva in una casa enorme, ma mal tenuta e con una sola entrata. All’improvviso scoppio’ un incendio che in breve si estese ovunque, mentre i figli del padrone si trovavano all’interno, intenti nel gioco e ignari del pericolo mortale che stavano correndo. L’ uomo si disse che, per metterli in salvo, avrebbe dovuti farli uscire di casa il piu’ in fretta possibile. Li chiamo’ e ordino’ loro di uscire, senonche’ i bambini ignorarono il suo appello. Preferivano continuare a giocare anche perche’ non si rendevano conto di che cosa fosse un incendio. Il vecchio penso’ che avrebbe dovuto ricorrere a un sotterfugio, conoscendo i loro gusti. Invece di seguitare a gridare inutilmente “Uscite, al fuoco, al fuoco”, grido’ loro: “Bambini, fuori dal nostro cancello c’e’ una infinita’ di carri trainati da lepri, cervi e buoi, colmi di giocattoli. Venite e potete prendere tutto cio’ che volete!”. I bambini, udendo quel piacevole annuncio, si scaraventarono fuori e si misero cosi’ in salvo. Il loro padre, sollevato, a quel punto disse: “Vi daro’ un altro carro, uno ciascuno, molto piu’ bello di quello che vi avevo promesso, ciascuno trainato da un bue bianco, seguito da una numerosa servitu’ “. A questo punto, dopo il racconto della parabola, un discepolo domanda a Budda se il ricco vecchio puo’ essere considerato un bugiardo, giacche’ non dono’ ai figli i carri che aveva loro promesso, bensi’ altri, e molto piu’ belli. Shakyamuni-Shiddarta risponde che il vecchio non puo’ essere accusato di nulla, perche’ in occasione della prima menzogna ha solo cercato di salvare la vita dei propri figli, e neppure puo’ essere accusato di alcunche’ se fa loro un regalo maggiore di quello promesso.

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Gli “spiriti”

La protezione dei kami si ottiene per mezzo dell’amore che si manifesta nei loro confronti, i riti e le preghiere. La vita nella sua essenza, d’altronde, e’ considerata un “servizio nei confronti del kami” (matsuri)”.

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K’an

L’ Abissale

Corrisponde all’Acqua e alla figura del Figlio Secondogenito.

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Il sutra del loto

Una leggenda sostiene che il sutra fu conservato e tenuto nascosto per secoli da alcuni eletti, in attesa del momento piu’ propizio. Non si tratta di un libro di immediata lettura e comprensione; e’ ricco di simbologia, di miracoli, di allusioni, di parabole e di racconti avvolti in un’atmosfera magico-mistica. Composto in prosa e in versi, suddiviso in 28 capitoli, presenta frequenti ripetizioni che ne favorivano la memorizzazione. Il libro inizia con Siddharta che si trova seduto sul Picco dell’Aquila, circondato da monaci, da monache, da alcune divinita’ e anche da alcuni bodhisattva. Siddharta annuncia che sta per spiegare il vero dharma.

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Dea del sole Amaterasu

Il mito racconta il passaggio dal kaos al kosmos, dal disordine primordiale fino all’universo ben ordinato da leggi fisse e costanti.

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Gli abissi sono come le colline

Chi sa nuotare puo’ imparare a governare un’imbarcazione perche’ e’ abituato all’acqua, un bravo nuotatore lo fa con naturalezza perche’ non fa piu’ caso all’acqua, un tuffatore ancora di piu’, perche’ per lui gli abissi sono come le colline. Chi e’ a suo agio, va ovunque.

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